{"id":11842,"date":"2018-11-01T15:15:38","date_gmt":"2018-11-01T14:15:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.worldpolicyconference.com\/?p=11842"},"modified":"2018-11-08T15:17:23","modified_gmt":"2018-11-08T14:17:23","slug":"i-diritti-dei-migranti-subsahariani-schiacciati-tra-marocco-e-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.worldpolicyconference.com\/fr\/i-diritti-dei-migranti-subsahariani-schiacciati-tra-marocco-e-ue\/","title":{"rendered":"I diritti dei migranti subsahariani schiacciati tra Marocco e Ue"},"content":{"rendered":"<p><strong>01\/11\/2018<\/strong><\/p>\n<p><strong>Serena Chiodo, Lorenzo De Blasio, Il Manifesto<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Merce di scambio. <\/em><\/strong><em>Arresti, deportazioni, schedature su base razziale. Da Bruxelles arrivano 140 milioni per fermare \u00abl\u2019immigrazione irregolare\u00bb. E Rabat sposa la linea dura<\/em><\/p>\n<p>Il tentativo da parte dei migranti di superare la recinzione di Melilla, con la polizia spagnola in attesa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In occasione dell\u201911ma World Policy Conference, tenutasi a Rabat lo scorso weekend, il ministro degli Esteri spagnolo Joseph Borell ha confermato l\u2019approvazione del fondo Ue di 140 milioni di euro da destinare al Marocco, sollecitato dal primo ministro spagnolo Pedro Sanchez durante il vertice dei capi di governo dell\u2019Unione europea, svoltosi a Bruxelles il 17 e 18 ottobre, per il \u00abcontrollo dell\u2019immigrazione irregolare\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abTutto ci\u00f2 che il Marocco fa per proteggere i suoi confini e affrontare i flussi migratori gli costa caro. E dato che questo ha un valore per gli europei, ha senso contribuire a tali costi. Non lo facciamo forse gi\u00e0 con la Libia e la Turchia?\u00bb. Cos\u00ec Borrell, palesando \u2013 se ce ne fosse ancora bisogno \u2013 come le persone migranti e i loro diritti siano ormai diventati tema di accordi e scambi economici tra paesi.<\/p>\n<p>Il Marocco ha assunto un ruolo centrale nel controllo delle partenze dei migranti subshariani, in particolare da quando, con il blocco della rotta balcanica e la politica sempre piu chiusa dell\u2019Italia, la Spagna \u00e8 diventata la principale porta d\u2019ingresso in Europa: secondo i dati dell\u2019Oim, da inizio anno 42.500 persone hanno raggiunto l\u2019Europa passando per la penisola iberica; 433 persone sono morte nel tentativo. A 54.000 persone, stando ai dati governativi, il Marocco ha impedito di raggiungere l\u2019Europa. \u00abI migranti sono costretti a ricorrere a contatti e mezzi sempre piu pericolosi, per sfuggire alla politica ogni giorno piu severa sia dell\u2019Europa che del Marocco\u00bb, ha evidenziato in una nota il presidente dell\u2019Association marocaine des droits humains (Amdh) Omar Naji.<\/p>\n<p>Su una pratica che si sta diffondendo pericolosamente, gli arresti e le deportazioni arbitrarie dei migranti subsahariani, focalizza l\u2019attenzione il Groupe antiraciste de d\u00e9fense et d\u2019accompagnement des \u00e9trangers et migrants (Gadem) nel report <em>Co\u00fbtes et blessures<\/em>, presentato pochi giorni fa a Rabat: tra luglio e settembre sarebbero 6500 le persone arrestate nelle zone frontaliere del nord, principalmente vicino a Ceuta e Melilla, le enclave spagnole in territorio marocchino. Dati al ribasso, secondo l\u2019Amdh, che denuncia 4700 fermi da agosto solo nella citt\u00e0 di Nador.<\/p>\n<p>Sulla barriera di Ceuta (Afp)<\/p>\n<p>\u00abArrestano i neri\u00bb, sintetizza un uomo proveniente dalla Guinea Conakry, intervistato dal Gadem. Sono le prassi di <em>racial profiling<\/em> compiute dalla polizia. Raggiunte per strada, nei negozi, addirittura prelevate dalle proprie case, le persone vengono portate in commissariato e sottoposte ai rilievi fotodattiloscopici. \u00abLe pratiche di fermo, identificazione e allontanamento riguardano tutti i neri\u00bb, conferma il Gadem, aggiungendo che \u00abnon vengono verificati i documenti\u00bb: la polizia arresta anche minori, richiedenti asilo e persino persone gi\u00e0 in possesso di permesso di soggiorno. Senza alcuna informazione le persone vengono poi condotte, ammanettate, su autobus diretti verso Tiznit, Beni Mellal, Agadir, Casablanca, Errachidia e perfino Dakhla, a 1950 km da Tangeri, in un viaggio forzoso condotto in condizioni precarie, senza cibo n\u00e9 soste, che termina lontano dai centri abitati. Non mancano violenze e furti commessi dalle forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>\u00c8 la diretta conseguenza delle sollecitazioni europee, come denuncia il Gadem. E il governo di Rabat sembra deciso a utilizzare quanto pi\u00f9 possibile la situazione. Lo scorso 21 ottobre pi\u00f9 di 350 persone hanno tentato di scavalcare le alte recinzioni di Melilla e ci\u00f2 \u00e8 stato subito usato come pretesto da Rabat per ribadire l\u2019impegno nella \u00ablotta contro l\u2019immigrazione irregolare\u00bb. In linea con la politica intrapresa con l\u2019Ue, le autorit\u00e0 marocchine hanno comunicato che rimpatrieranno tutti i \u00abmigranti subshariani che hanno partecipato ai fatti di Melilla\u00bb: si tratta di 141 persone arrestate durante l\u2019\u201dassalto\u201d e 55 delle 209 che, pur riuscendo a passare sono poi state rimandate indietro dal governo spagnolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>01\/11\/2018 Serena Chiodo, Lorenzo De Blasio, Il Manifesto Merce di scambio. Arresti, deportazioni, schedature su base razziale. Da Bruxelles arrivano 140 milioni per fermare \u00abl\u2019immigrazione irregolare\u00bb. 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